Appena raggiunto il piazzale-sagrato della Chiesa di San Michele in Bosco, sulla prima collina bolognese, si ha subito l’impressione di affacciarsi da un balcone sulla città. La Chiesa fa parte di un Complesso monastico appartenuto ai monaci Olivetani fino alle soppressioni napoleoniche, poi acquistato sul finire del XIX secolo dal chirurgo e mecenate Francesco Rizzoli e lasciato in eredità alla Provincia di Bologna, affinché vi realizzasse un centro specializzato in ortopedia, l'attuale Istituto Ortopedico Rizzoli.
Il Colle di San Michele in Bosco, a poche centinaia di metri da Bologna, è sempre stato molto frequentato, sia che si trattasse di insediamenti religiosi, che di fortificazioni utilizzate nelle lotte per il controllo del potere sulla città. Pare abbia origini antiche, forse risalenti al 368, quando Basilio, vescovo di Bologna, dedica in quel luogo una Chiesa a San Michele Arcangelo. Questo primo insediamento subisce nei secoli alterne vicende di distruzione (come quelle dei Goti e degli Ungari) e ricostruzione, fino al 1364, quando, su concessione di Papa Urbano V, vi si stabiliscono i monaci Olivetani, abili costruttori in grado di riedificare il Complesso, sfruttando anche le acque della sorgente Remonda. Tra la seconda metà del ‘400 e la prima metà del ‘500 gli Olivetani dovranno ancora una volta ricostruire il complesso, dopo le lotte fra le casate bolognesi dei Canetoli e Bentivoglio che portano ad una occupazione del Colle ed alla distruzione degli edifici presenti.
La Chiesa, come la vediamo nelle forme attuali, su due piani, uno inferiore, con quattro cappelle laterali, un tempo riservato ai fedeli, e uno superiore, sopraelevato e riservato ai Monaci, viene ricostruita, tra il 1517 e il 1523, su indirizzi stilistici di Biagio Rossetti, mentre la Sacrestia risale al 1464, opera di Gaspare Nardi su disegno di Giovanni Negro. La facciata rinascimentale è opera dell'architetto ferrarese Biagio Rossetti, mentre il portale marmoreo, disegnato da Baldassare Peruzzi, viene scolpito nel 1522 da Giacomo Andrea da Ferrara e da Bernardino da Milano. Sotto il portico, a fianco della facciata, l’elegante ornato della porta è attribuito ad Andrea da Formigine (1525). La ristrutturazione della Chiesa di inizio '500 sarà anche un’opportunità per commissionare numerose opere di pittura a Innocenzo da Imola, Bagnacavallo, Biagio Pupini e Girolamo da Cotignola, vale a dire un gruppo di pittori che incarnava a Bologna in quel periodo il nuovo verbo raffaellesco.
Tre medici e dirigenti che hanno contribuito in maniera determinante allo sviluppo dell’Istituto Ortopedico Rizzoli hanno trovato sepoltura all’interno di questa Chiesa: sono Francesco Rizzoli (1809-1880), il fondatore e uno dei padri della moderna ortopedia, Alessandro Codivilla (1861-1912), primo direttore e Vittorio Putti (1880-1940), artefice dello sviluppo dell’Istituto.
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Ciao Guido, sei sempre attivo anche con questo caldo!?!
Tu e Sonia siete stati anche quest’anno allo Sciliar?
Bellissime le tue foto, come sempre: grazieeee!
Grazie Lilia, siamo stati allo Sciliar in luglio, come sempre. Un abbraccio.