La Famiglia Malvezzi, citata in Italia da inizio del XII secolo, si ramifica e prospera in parecchie città del settentrione, come Brescia, Mantova, Padova, Modena e Reggio. Il centro principale è a Bologna, ove la Famiglia conquista un ruolo importante nella storia della città, sia in ambito economico, che politico e militare. Sul piano economico i Malvezzi sono inizialmente legati alla corporazione dei callegari (calzolai e conciatori); in seguito si arricchiscono col commercio di tessuti (seta), di spezie e di altri beni di lusso e con l’attività bancaria. La Banca Malvezzi era una delle più importanti in Europa.
La Famiglia Malvezzi prende parte alla vita pubblica bolognese fin dal Duecento, inserendosi nelle discordie che agitavano i Geremei (di parte Guelfa) e i Lambertazzi, schierandosi con i primi. Entra nel Senato bolognese fin dalla sua istituzione nel 1466, per rimanervi fino al 1787, anno della soppressione. Nella seconda metà del XV secolo troviamo i Malvezzi uniti ai Bentivoglio, coi quali si può dire governino la città di Bologna, dopo la nomina di Giovanni II Bentivoglio a Gonfaloniere a vita (1465), preludio alla sua Signoria sulla città. Le reciproche gelosie e il desiderio di preminenza portano alla congiura del 1488, detta proprio dei Malvezzi, ordita contro Giovanni II Bentivoglio, che si conclude con la cacciata della famiglia Malvezzi da Bologna. Espulsi i Bentivoglio nel 1506, ben 17 Malvezzi rientrano in città al seguito di Papa Giulio II, e, fra i più grandi onori, vi si insediarono con i loro vari rami. Oltre a riprendere possesso della principale dimora, detta la “Ca’ Grande in Via Belmeloro (dove i Malvezzi risiedono dalla metà del Duecento), costruiscono ben tre Palazzi in Strada di San Donato, come si chiamava allora Via Zamboni, la strada che era stata di elezione della Famiglia Bentivoglio.
Un ramo della Famiglia Malvezzi si stabilisce nel Palazzo di Via Zamboni 22, oggi conosciuto come Malvezzi Campeggi, a seguito della fusione tra le due famiglie di inizio Settecento. La costruzione del Palazzo si deve a Cesare Malvezzi nel 1522 e viene completata nel 1548 (forse nel 1560), sotto la direzione architettonica di Andrea Marchesi, detto il Formigine, e del figlio Iacopo. Degli originali decori cinquecenteschi rimane poco, mentre sono ancora visibili i dipinti barocchi settecenteschi realizzati da Carlo Lodi e Antonio Rossi nel Salone delle Armi, creato per celebrare l'unione tra le due Famiglie e gli affreschi di Vittorio Bigari, Gioacchino Pizzoli e Giovanni Benedetto Paolazzi in alcune sale adiacenti.
Oggi il Palazzo ospita il Dipartimento di Scienze Giuridiche della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Bologna.
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