Lippo di Dalmasio degli Scannabecchi nasce a Bologna dopo il 1350 e a Bologna muore nel 1410. Appartiene alla prestigiosa famiglia pittorica degli Scannabecchi: è figlio di Dalmasio e nipote di Simone di Filippo Benvenuti, detto Simone “dei Crocifissi”. La sua attività iniziale come pittore è documentata in Toscana e a Pistoia in particolare, tra il 1380 ed il 1387, anno in cui Lippo rientra a Bologna. Qui trova una città profondamente cambiata: dopo le turbolenze di decenni di lotte tra fazioni guelfe e ghibelline, la rivolta popolare contro la Chiesa nel 1376 ha ripristinato al potere il Governo del popolo e le strutture comunali, riabilitando anche la famiglia ghibellina degli Scannabecchi, in precedenza messa al bando. Così Lippo può ricevere importanti commissioni, inserirsi in un periodo di grande effervescenza artistica per la città di Bologna, pur distinguendosi dai pittori tardogotici locali per i contatti che ha avuto con la cultura pittorica toscana.
I due principali artisti nella Bologna di fine Trecento sono Simone “dei Crocifissi”, allievo di Vitale degli Equi, ed il più giovane Jacopo di Paolo, formatosi con Jacopo Avanzi, che lo stimola alla riscoperta dell’arte di Giotto, verso uno stile in seguito definito neogiottismo. Nel 1390 si apre il monumentale cantiere di San Petronio, che accoglie nuove maestranze, anche internazionali. In questi anni l’astro nascente di Pietro di Giovanni Lianori, ma soprattutto l’arrivo di Giovanni da Modena, alterano gli equilibri artistici cittadini e favoriscono l’affermazione di un gusto gotico e internazionale raffinato. Rilevante anche la presenza di alcuni scultori come Alberto da Campione (autore dei finestroni laterali di San Petronio) e Jacopo della Quercia, presente in città sin dal primo decennio del ‘400.
Le opere di Lippo, spesso immagini devozionali dipinte sugli esterni degli edifici, rappresentano di frequente la Madonna con Bambino. Alla fine del Cinquecento, in piena Controriforma, Lippo è il più celebrato tra i pittori bolognesi del Trecento, e Carlo Cesare Malvasia (1678) ne riporta l’apprezzamento da parte di Guido Reni.
Lippo di Dalmasio (una delle rare opere firmate), Trittico, Madonna col Bambino in trono e Santi Giovanni Battista e Agostino (?), Pietro e Paolo e in alto Petronio benedicente, Bologna, Pinacoteca Nazionale.
Opere di Lippo di Dalmasio degli Scannabecchi, alcune recentemente esposte al Museo Civico Medioevale di Bologna.
Anconetta Lambertini firmata e datata 1394 (Bologna, Pinacoteca Nazionale) esposta per la prima volta a fianco delle ante laterali, oggi conservate al Museo Stibbert di Firenze
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Grazie Guido, ho avuto solo in questi giorni il permesso di ricominciare a camminare , motivo per cui non avevamo potuto candidarci per la trasferta ad Arezzo e Anghiari. Voi ci siete stati?
Grazie per questo ( come sempre) splendido report fotografico. Un caro saluto Lilia
Ciao Lilia, noi siamo andati ad Arezzo, ma certo gita stancante, anche se Arezzo e La Madonna del Parto di Piero della Francesca a Monterchi sono stati spunti interessanti. Alla prossima occasione (Marocco?) e un caro saluto anche da parte mia.
Io mi riprendo da una brutta influenza e andrò sicuramente a vedere la mostra. Grazie delle bellissime immagini
Cristina ti auguro di riprenditi dall’influenza.