La supremazia della Famiglia Bentivoglio inizia dopo la cacciata del Legato Pontificio da Bologna, nel 1401, quando Giovanni I Bentivoglio si allea con i Visconti di Milano e conquista una sorta di Signoria sulla città, assumendo il titolo di Gonfaloniere di Giustizia a vita. Nel 1462, l'erede della Famiglia, il ventenne Giovanni II Bentivoglio, sale al potere e lo detiene per quarant'anni, fino al 1506, quando Papa Giulio II entra a Bologna con le sue truppe e costringe Giovanni II e la sua Famiglia all'esilio definitivo. Durante la Signoria di Giovanni II, la città conosce un nuovo prestigio, grazie al collegamento diplomatico con gli altri Stati italiani e alla realizzazione di un considerevole patrimonio artistico. Le trasformazioni edilizie, la costruzione di Chiese e Palazzi e l'ammodernamento di quelli preesistenti, il loro arricchimento con nuove preziose opere pittoriche, oltre a modificare radicalmente il volto di Bologna, conferiscono alla città un'indelebile impronta rinascimentale.
Ancora oggi una passeggiata nel centro storico consente di riscoprire i luoghi che ne conservano la memoria: Palazzi, Chiese, Oratori e opere d'arte che raccontano l'ascesa e il tramonto della Famiglia che governò Bologna.
1. La Casa delle Tuate, in via Galliera nr. 6, è il nostro punto di partenza. In quest'area sorgeva il nucleo originario delle proprietà bentivolesche. Proprio qui, dove si intrecciano alcune delle vicende più antiche della Famiglia, possiamo osservare due capitelli marmorei quasi sicuramente provenienti dal Palazzo Bentivoglio distrutto nel 1507, che sorgeva nell’attuale Piazza Vedi dove ora si trova il Teatro Comunale. Nel capitello del pilastro d'angolo compare il ritratto di Giovanni II Bentivoglio.
2. Il Palazzo del Podestà. Lasciamo Via Galliera e ci dirigiamo verso il centro storico, percorrendo a sinistra Via Manzoni, poi a destra Via dell’Indipendenza, per raggiungere il Palazzo del Podestà, che si affaccia su Piazza Maggiore. Questo Palazzo è stato uno dei principali centri del potere cittadino dei Bentivoglio, quando consolidarono la propria influenza sulle istituzioni comunali. Ai Bentivoglio si deve la costruzione, nel 1484, del Portico che si affaccia sulla Piazza, su disegno di Aristotele Fioravanti.
3. L'Insegna dei Beccai. Tra le corporazioni e le attività economiche che prosperavano durante l'età bentivolesca, c’era anche la Società̀ dei Beccai o Macellai, cui apparteneva Giovanni II Bentivoglio. Per vedere l’insegna del 1490 di questa Società, attraversiamo il Portico di Palazzo Podestà verso Piazza Re Enzo, poi giriamo prima a sinistra, poi a destra in Via Orefici, che continua in Via Caprarie, dove è ancora collocata, sulla destra, la nostra insegna.
4. Il Palazzo della Mercanzia e le Due Torri (Garisenda e Asinelli). Via Caprarie termina su Via Castiglione, per cui, se alla fine della Via girassimo a destra, e, dopo un centinaio di metri, entrassimo a Palazzo Pepoli Vecchio dove è situato il Museo della Storia di Bologna, potremmo ammirare due statue di Giovanni II Bentivoglio e Ginevra Sforza del 1889-1897. Ma il tempo è tiranno e noi gireremo a sinistra, in Via Castiglione, per osservare il portone di Palazzo della Mercanzia e la base della Torre Asinelli, dove i Bentivoglio intervengono costruendo nel 1488 una Rocchetta destinata ad ospitare i soldati di guardia.
5. La Chiesa di San Giacomo Maggiore e la Cappella Bentivoglio. Lasciamo a destra la Due Torri in Piazza Ravegnana per inoltrarci in Via Zamboni, già Strada San Donato fino al 1867. Lungo questa Via troviamo sulla destra la Chiesa di elezione della Famiglia, la Basilica di San Giacomo Maggiore, all’interno della quale, nel Quattrocento, i Bentivoglio realizzano la loro Cappella gentilizia (1463-1468). Non solo, oltre a questa fanno costruire il lungo portico sulla strada (1477-1481), che in pratica conduceva alla loro dimora principale, la Domus Aurea completamente distrutta nel 1507. Nel 1471 poi fanno sopraelevare il campanile e, tra il 1483 e il 1498, l'interno venne stravolto, realizzando, in luogo delle capriate lignee medievali, una nuova copertura con tre volte a vela e una cupola. Si vengono così a creare anche gli spazi per le nuove cappelle sulle pareti laterali che si arricchiranno di altari rinascimentali e barocchi con profusione di dipinti. La Cappella Bentivoglio, voluta da Giovanni II e da Ginevra Sforza e realizzata da Lorenzo Costa, rappresenta uno dei massimi capolavori del Rinascimento bolognese, cuore artistico e spirituale del nostro percorso.
6. L'Oratorio di Santa Cecilia. Appena usciti dalla Basilica di San Giacomo Maggiore, proseguendo lungo il portico voluto dai Bentivoglio, incontriamo l’Oratorio di Santa Cecilia, che conserva uno ciclo di affreschi rinascimentali realizzati da Francesco Francia, Lorenzo Costa, Amico Aspertini e altri artisti della scuola bolognese, espressione della stagione culturale favorita dai Bentivoglio.
7. Il Palazzo perduto dei Bentivoglio. Usciamo dall’Oratorio di Santa Cecilia e, girando a destra, possiamo vedere Piazza Verdi. Qui sorgeva il distrutto Palazzo Bentivoglio, oggi sostituito dal Teatro Comunale. Il Palazzo della famiglia gentilizia bolognese Bentivoglio viene costruito, per volontà di Sante Bentivoglio, in Strada San Donato a partire dal 1460 e successivamente portato a termine da Giovanni II. Viene chiamato anche Domus Aurea, perché i capitelli e i cornicioni della facciata erano ricoperti di oro zecchino. L'edificio viene distrutto dalla furia popolare nella primavera del 1507. Per questo è stato definito anche Palazzo perduto dei Bentivoglio la sua distruzione rappresentò una vera e propria damnatio memoriae della Famiglia dopo la fine della Signoria per mano di Papa Giuio II. Uniche tracce rimaste sono le Scuderie del Palazzo, un Giardino recentemente costruito sulle macerie del Palazzo, che non a caso si chiama Giardino del Guasto, ed una lapide che ricorda l’accaduto.
8. La Pinacoteca Nazionale. Lasciamo il Guasto e proseguiamo su Via Zamboni. Alla fine di Palazzo Poggi, che incontriamo alla nostra destra, giriamo a sinistra su Piazza Roberto Raviola, che termina di fronte alla Pinacoteca Nazionale, dove sono conservate numerose opere provenienti da Chiese e Palazzi cittadini che aiutano a comprendere il clima artistico della Bologna rinascimentale e il mecenatismo bentivolesco. Francesco Raibolini detto Il Francia fu il principale artista bolognese della corte bentivolesca e collaborò a lungo con Lorenzo Costa, ma con loro possiamo annoverare anche Amico Aspertini e Francesco del Cossa, il collegamento tra la raffinata cultura estense di Ferrara e la corte di Giovanni II Bentivoglio.
9. La Palazzina della Viola. Usciti dalla Pinacoteca, girando a sinistra incontriamo Via Giovanni Battista de' Rolandis, che attraversa Via Irnerio per immettersi in Via Filippo Re, dove arriviamo all'ultima tappa del percorso. Ciò che resta dell'antica residenza suburbana dei Bentivoglio ricorda la grandezza della Famiglia poco prima della sua caduta e dell'esilio imposto da Papa Giulio II nel 1506.
Questa passeggiata nel cuore di Bologna permette di ripercorrere le vicende della Famiglia Bentivoglio attraverso luoghi ancora oggi ricchi di fascino e memoria. Un itinerario che conduce il visitatore dalla Bologna medievale a quella rinascimentale, seguendo le tracce di una Signoria che contribuì a definire il volto artistico e culturale della città.
Durata: circa 2 ore
Lunghezza: circa 2 km
Difficoltà: facile, interamente nel centro storico sotto i portici di Bologna.
Altre tracce della presenza bentivolesca in città.
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