Bologna ha conosciuto tre tipologie di difesa realizzate con mura. La prima, la Cerchia di Selenite, di epoca romana, definiva un nucleo di territorio ancora ridotto. Una seconda cinta, altomedievale, detta Cerchia del Mille o Cerchia dei Torresotti, si collega ad una prima espansione della città. La terza Cerchia, la Circla, costruita tra XIII e XIV secolo, è quella che ha lasciato le tracce più evidenti ai nostri giorni. È lungo questo ultimo perimetro che si sviluppa il sistema delle Porte che ancora oggi conosciamo.
Le antiche Porte di Bologna rappresentano uno degli elementi caratteristici del suo patrimonio storico. Le Porte avevano una funzione difensiva, ma anche di controllo degli accessi alla città. Oggi ne restano dieci principali (Porta San Mamolo e Porta Sant'Isaia sono state abbattute nel 1903), distribuite lungo quello che un tempo era il perimetro urbano: Porta Maggiore, Porta Santo Stefano, Porta Castiglione, Porta Saragozza, Porta San Felice, Porta Lame, Porta Galliera, Porta Mascarella, Porta San Donato e Porta San Vitale. Ognuna racconta una parte della storia cittadina, tra commerci, battaglie e vita quotidiana, perché le Porte non erano semplici aperture nelle Mura, ma luoghi attivi, complessi, spesso affollati, dove si controllavano le merci, si pagavano dazi, si verificavano identità. Così ancora oggi queste architetture, pur rimodernate, raccontano l’anima più autentica di Bologna: una città di mercanti, studenti, pellegrini e viandanti. Ogni Porta custodisce una direzione, un passato e una storia diversa: entrare a Bologna attraverso le sue mura significa compiere un piccolo viaggio nel tempo.
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