Quando il marchese Filippo Hercolani decide di affidare all’architetto Angelo Venturoli la costruzione di una nuova residenza in Strada Maggiore 45 a Bologna, non immagina certo che si sarebbe trattato dell’ultimo Palazzo Senatorio eretto in città. Non immagina nemmeno che il suo futuro Palazzo sarebbe poi stato acquistato nel 1973 dall’Alma Mater Studiorum bolognese per ospitare la sede della Facoltà di Scienze Politiche, che ho avuto il piacere di frequentare. Ma sto divagando… torniamo al tema centrale.
La Famiglia Hercolani, si trasferisce a Bologna da Faenza ai primi del Quattrocento, raggiungendo e conservando dal 1528 sino alla soppressione napoleonica, salvo intervalli, il seggio nel Senato cittadino. Gli Hercolani sono insigniti del titolo di marchesi e di principi del Sacro Romano Impero. Quando nel 1785 il ramo dei marchesi si estingue, la dignità senatoria passa al ramo principesco rappresentata da Filippo Hercolani, che, per celebrare i fasti della sua elezione a senatore bolognese, decide di costruire in Strada Maggiore un Palazzo degno del suo rango. Il cantiere viene inaugurato nel 1793 e prosegue anche dopo la morte del committente, avvenuta nel 1810, fino ad oltre la Restaurazione. Venturoli coniuga in questo progetto il rigore della tradizione cinquecentesca nella facciata e nel cortile porticato, alle tipiche scenografie barocche presenti nell’atrio, nello Scalone e nel Salone al piano nobile. L’aspetto scenografico barocco dello Scalone è arricchito dagli affreschi di Filippo Pedrini (per le figure) e Davide Zanotti (per le quadrature), nonché dalle statue neoclassiche in stucco di Giacomo De Maria, completate tra il 1799 ed il 1802, secondo un programma iconografico incentrato sulle gesta di Ercole, un chiaro richiamo al cognome della Famiglia Hercolani.
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