Palazzo Albergati viene edificato su iniziativa del marchese Girolamo Albergati nella campagna di Zola Predosa, nei pressi di Bologna. Potrebbe essere considerato una tra le Ville di campagna dedite alle vacanze estive dei nobili bolognesi, senonché, per le sue dimensioni e per la ricchezza delle decorazioni che affrescano le sue stanze, lo si può annoverare tra i grandi Palazzi nobiliari bolognesi, uno degli episodi di maggiore importanza nella storia dell’architettura barocca seicentesca. La costruzione inizia poco prima del 1659, su probabile progetto dell’architetto Gian Giacomo Monti, che si avvale dell’attiva partecipazione del suo colto committente, anche se è ancora incompiuto al momento della morte di quest’ultimo, avvenuta nel 1698.
Il Palazzo, a pianta rettangolare su 12.000 metri quadrati, è articolato su quattro livelli. In origine è servito da due scaloni, uno dei quali viene però demolito entro i primi del Settecento e al piano nobile ospita gli ambienti di rappresentanza, tra i quali spicca un Salone delle feste, il nucleo centrale dell’edificio, sviluppato su una superfice di circa 244 metri quadrati, su cui è innestato un ulteriore ambiente, la cosiddetta camera di luce. È considerato uno degli interni più straordinari dell’architettura barocca italiana, e culmina in un’alta cupola decorata con un orologio a soffitto posto all’altezza di quasi trenta metri. Nel '700 il commediografo Francesco Albergati lo utilizzava come teatro per rappresentazioni proprie, di Voltaire e di Goldoni, ospite in Villa e che scrisse appositamente 5 commedie. Osservando i soffitti affrescati si può avere un’idea dal grande contributo che gli Albergati consegnano sia alla propria fama che all’arte barocca: tra il Seicento ed il Settecento qui hanno realizzato le loro opere alcuni dei maggiori esponenti della scuola barocca bolognese: Angelo Michele Colonna e Giuseppe Alboresi, Antonio Burrini, Marcantonio Chiarini, Vittorio Maria Bigari, Stefano Orlandi, Prospero e Gaetano Pesci. Opere degne dei grandi personaggi ospitati negli anni in questo Palazzo, quali Napoleone Bonaparte, Goldoni, Alfieri, Giacomo Casanova, Voltaire, Giacomo III d'Inghilterra, solo per citare i più illustri.
Gli Albergati conseguono la cittadinanza bolognese nel 1288 e ottengono da Papa Giulio II il senatorato fin dal 1506, mantenendolo sino alla sua abolizione, nel 1797. Inizialmente esercitano l’arte dei drappieri e degli strazzaroli. Si segnalano per la loro importanza nella vita politica cittadina, ma anche in quella culturale, vantando nel secolo XVIII il commediografo Francesco Albergati Capacelli, ed in quella religiosa, quando il cardinale Nicolò Albergati viene nominato vescovo di Bologna dal1471 al 1443. La Famiglia Albergati è originaria di Zola Predosa e possiede case in Via Saragozza a Bologna fin dal XIII secolo. Proprio nella campagna vicino a Zola Predosa sorge ancora oggi il maestoso Palazzo Albergati, una Villa residenza di campagna commissionata da Girolamo Albergati Capacelli (ambasciatore di Bologna a Roma e decano del Senato bolognese) e costruita nella seconda metà del XVII secolo dall’ architetto bolognese Gian Giacomo Monti nel corso di una trentina d’anni, a partire dal 1659.
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