Percorrendo Strada Maggiore a Bologna, all’altezza dei civici n. 34/36, non è facile scorgere la Torre degli Oseletti, perché nascosta dai portici ed inglobata nei Palazzi Sanguinetti-Aldini e Fava.
La potente Famiglia Guelfa degli Oseletti o Uccelletti (da cui la presenza di tre cardellini nello stemma), rappresentata da quattro Consoli a Bologna nel corso del XII secolo, possedeva molte proprietà e Torri in città, già a partire dal 1100. La costruzione della Torre di Strada Maggiore risale al 1150 circa. In origine sembra fosse alta 70 metri, poi mozzata e ridotta agli attuali 31 metri in un anno imprecisato, probabilmente dopo la caduta in disgrazia della Famiglia, quando, nel 1283, Lippo Oseletti viene inserito tra i trentotto banditi dichiarati "lupi rapaci" dal governo della città di Bologna condannati alla confisca dei beni e alla distruzione delle case e delle Torri. La Torre di Strada Maggiore, con il lento oblio della Famiglia degli Oseletti, che si estingue nel corso del 1300, passa più volte di mano, dai banchieri Papazzoni ai Cancellieri, dai Fava ai Gozzadini, dagli Accarisi agli Aldini, quando, a fine del XVIII secolo, Antonio Aldini, ministro e amico di Napoleone, acquista l'intero fabbricato, compresa la Torre, per la considerevole cifra di 45.000 lire e lo fa ristrutturare completamente. In seguito, tra i vari proprietari dell'immobile, vi è anche il noto tenore Domenico Donzelli e viene ospitato all'interno del complesso anche il compositore Gioacchino Rossini. Grazie alla cortesia degli attuali proprietari, è stato possibile salire sulla Torre degli Oseletti ed osservare un panorama unico sulla città.
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Grazie Guido. Riesci sempre a stupirmi. Bolognese da sempre e scopro una città che non conosco e che è più bella di quello che credevo.