Città turrita per eccellenza, Bologna possedeva in epoca medievale (tra XI e XII secolo) un panorama urbano costellato di numerose Torri. Inizialmente sono concepite come osservatori militari, strategici per la difesa della città. Dopo il 1120 le Torri passano nelle mani delle famiglie più facoltose, che iniziano a costruirne altre come simbolo di potere e di prestigio, ma utilizzate anche per difendere e offendere nelle lotte cittadine tra Guelfi e Ghibellini. Delle 22 Torri oggi superstiti e visibili a Bologna (escludendo quindi i quattro Torresotti e i due Campanili, della Cattedrale di San Pietro e dell’Arengo), la Prendiparte con suoi 59,50 è la seconda per altezza, superata solo dai 97,20 metri di Torre Asinelli. La vicina torre Azzoguidi misura 61 metri, ma gode del vantaggio di un piano stradale più alto di due metri rispetto alla rivale in altezza. La Torre Prendiparte, detta anche Coronata, viene eretta dalla ricca famiglia Prendiparte intorno al 1150, con uno spessore di muri alla base di 2,35 metri. Dopo il 1358 la Torre passa di mano tra diverse famiglie fino ad entrare nella proprietà dell’arcivescovo che, dal 1588, l’adibisce a mensa, poi a seminario e, dal 1751, a carcere per i condannati per reati contro la Chiesa. Dal 1972 appartiene alla famiglia Giovanardi, gli attuali proprietari.
Sono salito in cima alla Torre Prendiparte in una giornata particolarmente serena ed è stato un piacere poter ammirare tutta la città di Bologna ai suoi piedi, dal centro storico fino alla prima collina.
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