La Basilica di Santo Stefano, tradizionalmente conosciuta come le “Sette Chiese”, rappresenta una delle più compiute riproduzioni della Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Con l’inserimento di simbologie che richiamano la Passione di Cristo, viene offerta nei secoli alla venerazione dei credenti e dei pellegrini. Due sono le date certe, l'887 e il 983, che certificano la presenza della Sancta Hierusalem bolognese nei luoghi nei quali la troviamo ancor oggi. La tradizione, viceversa, vuole che sia stato Petronio il promotore del Complesso religioso edificato sopra un preesistente tempio pagano dedicato ad Iside. Vescovo di Bologna dal 431/432 al 450, e successivo Patrono principale della città, Petronio avrebbe effettuato un pellegrinaggio a Gerusalemme, riportando numerose reliquie per arricchire la Basilica di sua fondazione e dedicata al protomartire Stefano, concludendo poi la sua vita con la sepoltura nella Basilica stessa. Oggi il Complesso di Santo Stefano è arrivato a noi rimaneggiato, con la presenza di elementi architettonici stilisticamente diversi e stratificati nel tempo, che rendono questo luogo enigmatico e centro spirituale della città di Bologna, gioiello di storia, di arte e di fede, che ci riporta alle origini della cristianità bolognese, e non solo.
Il mio percorso fotografico inizia entrando nella longobarda Chiesa del Crocifisso (VIII sec.), la più a destra, intitolata anche a Giovanni Battista (1019), con navata unica e Cappella absidale sopraelevata, sotto la quale troviamo la Chiesa detta “Dè Confessi”, la Cripta romanica dell’abate Martino (1019). Sul lato sinistro della Chiesa del Crocifisso si accede alla Chiesa del Santo Sepolcro (V sec. - 1520), in origine intitolata al protomartire Stefano (V sec. - 1019), già Tempio di Iside (80-100 d.c.), il luogo che riproduce la tomba di Cristo. In passato era custodita l'urna con le reliquie di Petronio, attualmente conservate nella Basilica dedicata al Santo Patrono. Dalla Chiesa del Santo Sepolcro si procede verso il lato sinistro dell’edicola centrale, per entrare nella Chiesa dei protomartiri bolognesi, Santi Vitale e Agricola (IV sec. - 1019), Chiesa già intitolata a Sant’Isidoro (1141), a San Pietro (fine sec. XIV), ai Santi Pietro e Paolo (XIX sec.). Ritornando nella Chiesa del Santo Sepolcro, lasciata alle spalle la sua edicola, si passa nella Chiesa detta “Atrium in Medio (1141)”, poi cortile di Pilato (1520), con un bacile marmoreo (VIII sec.) risalente al periodo di Liutprando e Ildeprando, re Longobardi che avevano in Santo Stefano il loro principale centro religioso, probabilmente chiamato Gerusalemme. Attraversando il Cortile di Pilato si entra nella Chiesa della Trinità (IV-V sec. - 1620), già Chiesa della Croce o del Golgota (1141) e, uscendo da essa, dal lato opposto, si accede al Monastero benedettino, dove si trova il Chiostro a due loggiati, inferiore (X sec.) e superiore (XI-XII sec.). Infine, attraversato il Chiostro, si arriva alla Cappella della benda, che conserva alcune preziose reliquie riportate da Petronio dopo suo pellegrinaggio in Terra Santa. Qui si conclude il percorso delle Sette Chiese del Complesso di Santo Stefano.
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Grazie Guido, è sempre un piacere rivedere attraverso le tue foto luoghi conosciuti o conoscere luoghi nuovi.
Sai catturare immagini che occhi frettolosi …non vedono..
Ti ringrazio…un saluto caro a te e Sonia
Grazie, e un caro saluto anche da parte nostra, Guido.
Grazie mille Guido, é sempre un piacere ricevere tue bellissime foto.
Un caro saluto a te e a Sonia, o siete forse in Marocco!?!
Lilia