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Palazzo Marescotti Brazzetti a Bologna

Palazzo Marescotti rappresenta un ulteriore tassello nel puzzle della storia di Bologna. Mi ha colpito in modo particolare per lo splendore della sua conservazione. Restaurato negli anni 2003-2007, ora ospita parte delle attività di ricerca e didattiche del Dipartimento delle Arti visive, performative e mediali, nonché la Biblioteca di Musica e Spettacolo dell’Alma Mater Studiorum. In epoca recente è stato, per la prima metà del XX secolo, di proprietà della famiglia Brazzetti, poi, dal 1947, sede della Federazione Provinciale del Partito Comunista Italiano e di enti collegati, come l’Istituto Gramsci e la redazione di Bologna del giornale l’Unità. Si tratta di un edificio rinascimentale, poi arricchito in stile barocco tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento, situato in via Barberia 4 e appartenuto alla Famiglia Marescotti sino all'estinzione del casato nel 1824.

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Giuseppe e Antonio Rolli (soffitto 1686–87), Giovanni Battista Caccioli (pareti 1709), Esaltazione della casa Marescotti, Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti, Salone-1
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Giuseppe e Antonio Rolli, Esaltazione della casa Marescotti (1686–87) particolare, Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti, soffitto del Salone
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Giuseppe e Antonio Rolli, Esaltazione della casa Marescotti (1686–87), Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti, soffitto del Salone
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Giuseppe Antonio Caccioli, Galeazzo e Tideo liberano Annibale Bentivoglio dalla Rocca di Varano (1709), Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti, Salone
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Giuseppe e Antonio Rolli, Allegoria di Siena (1686–87), Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti, Salone
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Giuseppe e Antonio Rolli, Allegoria di Roma (1686–87), Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti, Salone
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Giuseppe e Antonio Rolli, Allegoria di Bologna (1686–87), Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti, Salone
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Giuseppe e Antonio Rolli, Allegoria della Scozia (1686–87), Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti, Salone
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Giuseppe Antonio Caccioli, La Letizia del Reno (a sinistraIl leopardo simbolo araldico della Famiglia -1709), Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti, Salone
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Giuseppe Antonio Caccioli, Mario Scoto di fronte a Papa Leone III (1709), Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti, Salone
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Giuseppe Antonio Caccioli, il Merito annaffia la prima radice dei Marescotti (1709), Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti, Salone
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Giuseppe Antonio Caccioli, Ritratto del cardinal Raniero Marescotti (1709), Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti, Salone
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Marcantonio Franceschini, Venere che ha disarmato Cupido (1685), Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti, Camerino attiguo all'Alcova-1
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Giovanni Beroaldo, Portico incompiuto (1508) sulla facciata di Palazzo Marescotti a Bologna
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Il portale di Palazzo Marescotti Brazzetti a Bologna, probabilmente proviene dal distrutto Palazzo Bentivoglio
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Il leopardo simbolo araldico della famiglia Marescotti sul capitello del portico cinquecentesco del Palazzo in Via Barberia a Bologna
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Il leopardo e l'aquila (dal 1469), simboli araldici della famiglia Marescotti sul capitello del portico cinquecentesco del Palazzo in Via Barberia a Bologna
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Lo Scalone Barocco di Gian Giacomo Monti (1680-87), capomastro Carlo perti. Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti-2
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Lo Scalone Barocco di Gian Giacomo Monti (1680-87), capomastro Carlo perti. Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti-3
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Lo Scalone Barocco di Gian Giacomo Monti (1680-87), capomastro Carlo perti. Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti-1
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Domenico Maria Canuti, Giove consegna Bacco fanciullo a Mercurio (1682-83), Giovan Filippo Bezzi (cornice in stucco), Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti, Anticamera, oggi Sala di Dioniso
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Domenico Maria Canuti, Giove consegna Bacco fanciullo a Mercurio (1682-83), Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti, Anticamera, oggi Sala di Dioniso
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Domenico Maria Canuti, Giove consegna Bacco fanciullo a Mercurio (1682-83) particolare, Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti, Anticamera, oggi Sala di Dioniso
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Giovan Filippo Bezzi detto il Gianbologna, un'aquila simbolo araldico dei Marescotti, particolare della cornice in stucco, Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti, Anticamera, oggi Sala di Dioniso
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Marcantonio Franceschini (dipinti) Enrico Haffner (quadrature), Felsina tra la Guerra e la Pace incoronata dalla Fama (1682–83), Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti, Sala dell'Udienza-1
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Marcantonio Franceschini (dipinti) Enrico Haffner (quadrature), Felsina tra la Guerra e la Pace incoronata dalla Fama (1682–83), Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti, Sala dell'Udienza-2
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Marcantonio Franceschini (dipinti) Enrico Haffner (quadrature), Due putti inghirlandano di fiori un leone e un agnello (1682–83), Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti, Sala dell'Udienza
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Marcantonio Franceschini (dipinti) Enrico Haffner (quadrature), Felsina tra la Guerra e la Pace incoronata dalla Fama (1682–83), Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti, Sala dell'Udienza-3
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Antonio (quadraturista) e Giuseppe (figurista) Rolli, Fortuna allattante Giove bambino (1683), Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti, Anticamera e Alcova
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Antonio (quadraturista) e Giuseppe (figurista) Rolli, Fortuna allattante Giove bambino (1683), Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti, Anticamera dell'Alcova-2
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Antonio (quadraturista) e Giuseppe (figurista) Rolli, Una ninfa munge la capra Amaltea (1683), Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti, Anticamera dell'Alcova
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Antonio (quadraturista) e Giuseppe (figurista) Rolli, Fortuna allattante Giove bambino (1683), Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti, Anticamera dell'Alcova-1
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Antonio (quadraturista) e Giuseppe (figurista) Rolli, Venere con due Amorini (1683), Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti, Alcova-2
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Antonio (quadraturista) e Giuseppe (figurista) Rolli, Venere con due Amorini (1683), Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti, Alcova-1
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Marcantonio Franceschini (dipinti) Enrico Haffner (quadrature), Tre Putti reggenti la Chioma di Berenice (1686–87), Bologna, Palazzo Marescotti Brazzetti, Camerino da Toilette

La Famiglia Calvi, originaria della valle del Lamone, dopo essere giunta a Bologna nel 1272, assume il nome di Marescotti Calvi da certo Marescotto di Nicolò notaio prozio di quel Galeazzo che tanta parte avrebbe avuto nelle complesse e sanguinose vicende della storia bolognese del Quattrocento. La tradizione familiare li voleva, viceversa, discendenti da Mario Scoto (Mario di Scozia), della stessa stirpe di Guglielmo duca di Douglas. I Marescotti sono presenti da subito nella vita pubblica del Comune e tra quelli che ottengono per primi la dignità senatoria nel 1466, ricoprendo frequentemente le cariche di anziani e di gonfalonieri. Esercitano originariamente il mestiere di lardaioli, quindi nella corporazione dei Bentivoglio, e le vicende delle due famiglie si intrecciano sanguinosamente: dapprima reciproci sostenitori, poi irriducibili nemici. Se nel Quattrocento Galeazzo e Tideo Marescotti sostengono i Bentivoglio, liberando Annibale dalla Rocca di Varano (1443) e consentendo l’ascesa della Signoria su Bologna, Ercole Marescotti istiga i bolognesi alla distruzione di Palazzo Bentivoglio nel 1507, mentre i sostenitori dei Bentivoglio incendiano e saccheggiano casa Marescotti di via Barberia nel 1508. Nello stesso anno il Palazzo viene prontamente ma solo in parte ricostruito su progetto di Giovanni Beroaldo ed ora ne possiamo osservare solo il Portico incompiuto. Il portale ancora visibile è forse appartenuto al distrutto Palazzo Bentivoglio.

All’epoca di Carlo V, il Palazzo è ancora lontano dallo splendore odierno, che acquisisce a fine Seicento, quando viene ammodernato, per volere di Raniero Marescotti. Con l’intervento di ristrutturazione negli anni 1680-1687, Gian Giacomo Monti, con capomastro Carlo Perti, progetta la cosiddetta “macchina per salire”, l’imponente Scalone, adornato con stucchi di Carlo Nessi e sfondato dipinto dai Fratelli Rolli, Antonio (quadraturista) e Giuseppe (figurista), che tra il 1686 ed il 1687 affrescano anche il Salone, poi completato da Giuseppe Antonio Caccioli nel 1709. Gli stessi fratelli Rolli saranno all’opera anche nell’Anticamera e nell’Alcova. A fine Seicento sono presenti anche Marcantonio Franceschini (dipinti) ed Enrico Haffner (quadrature) che affrescano la Sala dell’Udienza (1683) e il Camerino da Toilette (1686-87). A Domenico Maria Canuti è attribuito l’affresco nell’Anticamera (1682-83), oggi Sala di Dioniso. La ricca decorazione a rilievo settecentesca si deve a Giovanni Filippo Bezzi detto il Giambologna.

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One thought on Palazzo Marescotti Brazzetti a Bologna

  1. Che splendore! Grazie Guido.
    L’avrai certamente già fatto, ma, in caso contrario, ti suggerisco di leggere il libro di Maurizio Garuti, il cui titolo é non a caso “via Barberia n.4”
    Ciaoooooo

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